Films mai visti
*I am*
Utente: feamede
Nome: Federico
Fumatore di pipa e sigaro toscano, Spettatore di films che nessuno guarda e lettore di libri che nessuno legge.
Odi et amo
Odio : la banalità
Amo : i pensieri coraggiosi
La mia musica : Changing of the guards (B.Dylan)
I miei libri : Lo zen e l' arte della manutenzione della motocicletta (R.M.Pirsig)
Piatto preferito : zuppa di pesce
Vino preferito : Muller Thurgau
Donna preferita : mia moglie (altrimenti non la sposavo...)
Uomo preferito : mio figlio (forse perchè non mi somiglia molto...)
Motocicletta preferita : Moto Guzzi California 1100 (altrimenti non la compravo...)
Automobile preferita: nessuna (ma una ce l' ho comunque..., con gli occhi a mandorla)
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Lo scorrere del tempo
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domenica, 15 novembre 2009

Immagine 013Sono cattolico, poco praticante e con molti peccati da scontare, ma sono e mi sento cattolico. E lo sono diventato in età matura. La mia famiglia era agnostica ed, ultraventenne, mi avvicinai alle sacre scritture, al catechismo ed ai sacramenti.
Ciò premesso, quando sentii, qualche settimana fa, la notizia che la Corte Europea aveva stigmatizzato l' affissione nei luoghi scolastici del crocifisso, fuoi colto inizialmente da un moto di sdegno e di indignazione.
Poi, nei giorni seguenti, con più lucidità e serenità, ho iniziato a pensare ai compagni di scuola di mio figlio, in una piccolo asilo parrocchiale di periferia, che accoglie (senza alcun intento di conversione) anche bambini non cattolici, spesso provenienti da famiglie il cui quotidiano non è facile. Ho pensato ai loro sorrisi ed a quelli loro genitori, ai loro nomi particolari, alle loro vesti spesso colorate, ai loro occhi che hanno visto e vedono un quotidiano cosi' diverso dal nostro.
Ho anche pensato ad alcuni maestri del pensiero, non cattolici, che sono stati cosi' importanti nella mia formazione, anche nel mio essere cattolico. Il ricordo è andato, primi fra tutti, all' ebrea Simon Veil,  all' induista Ghandi o al buddista Dalai Lama.
Ed ho pensato a quello che varie volte ho letto e cioè che nelle grandi religioni monoteiste, poi, alla fin fine, forse preghiamo tutti lo stesso Dio, ma solo in forme diverse, e il conoscere e rispettare la diversità altrui è solo un momento di crescita per ognuno di noi.
Ho cercato poi di capire che cosa puo' cambiare, nel nostro cuore, l' avere o meno un crocifisso (o qualunque altro simbolo religioso) appeso in una stanza dove ci sono persone che hanno fedi diverse. Certo, in Italia (per il momento) i cattolici sono la maggioranza, è un segno della nostra tradizione, che richiama la nostra infanzia scolastica. In un contesto ed in una società multiconfessionale, con un tessuto sociale così secolarizzato, rischia però solo di essere un... voler marcare il territorio, un atteggiamento non poi così distante dagli integralisti di altre religioni che ci impediscono, in alcuni paesi, di professare il nostro credo.
Io penso che, in quanto cattolici, la vera croce, quella più autentica, più vera, dobbiamo portarla nel nostro cuore, non sulle nostre pareti, ed avere dentro di noi (e non su una parete) il segno della sofferenza del nostro messia, che ha patito e dato la vita per tutti gli uomini, non solo per coloro che un giorno si sarebbero poi detti cattolici. 


Concepito da feamede Ora: 12:06 commenti (3)
Category: morale
venerdì, 06 novembre 2009

LocandinaSe lo spaghetti western è il principale apripista al cinema di genere, le sue derivazioni offrono spunti interessanti di riflessione e di approfondimento sulle emozioni cinematografiche nostrane degli anni sessanta e settanta. Abbiamo già scritto mesi fa del genere poliziottesco e dei suoi canoni, dei suoi eroi solitari, belli e impossibili, tormentosi e tormentati. C'è però un filone molto più misconosciuto e di cui dobbiamo riappropriarci.  Nel corso degli anni sessanta furono girati ed ebbero un certo successo una decina di films di fantascienza, opera del nostro Antonio Margheriti (per il cinema americato editato in Antony M. Dawson). Erano tempi in cui si avviava la conquista dello spazio, con le prime missioni umane, tanto pionieristiche quanto avventurose. L' immaginario collettivo era quindi fertile ad ambientazioni "spaziali" dei temi tipici del western: eroi indomiti, imprese impossibili, missioni disperate da compiere e portare a termine. Nel concreto poi sono film che hanno un loro profilo di interesse nel vedere uomini e donne che vivono nel quarto o quinto millennio e che hanno modi di fare, acconciature, sentimenti e comportamenti che già oggi ormai paiono antiquati, appropriati ai nostri genitori o ai nostri nonni. Locandina 1E poi ci sono alcune perle... tipo gli astronauti che, sull' astronave, si fumano una sigaretta in un momento di relax, oppure che approdano su un pianeta semplicemente uscendo da un' astronave che sta in orbita, e scendendo lentamente nel vuoto con il loro casco e la loro tutina spaziale. Mi viene in mente quando da bambini giocavamo a fare gli astronauti, e lo facevamo camminando a gambe larghe... imitando la goffa andatura dei primi americani sbarcati sulla luna, con quelle poche immagini immagini in bianco e nero che che seguivamo con stupore ed ammirazione. Solo in seguito avremmo imparato che fumare fa male, e adesso non si può più neanche sui luoghi di lavoro... ma forse su un' astronave degli anni sessanta... serviva a sentirsi più uomini, più forti, più coraggiosi. 

Margheriti



Concepito da feamede Ora: 21:39 commenti (2)
Category: cinema, film, emozioni
mercoledì, 04 novembre 2009

52E' ormai da giorni uno degli argomenti di attualità. Transessuali, prostitute, uomini pubblici, condotte moralmente "discutibili" tengono banco sulla stampa e nei discorsi da bar, fra amici e sui luoghi di lavoro (per chi ne ha ancora uno).

Alcune considerazioni in ordine sparso.

Rimango fermamente convinto che, nella misura in cui una persona non violi la legge e non eserciti comunque violenza sugli altri, faccia bene a fare quello che la propria natura ed i propri desideri gli ispirano.

Rimango altrettanto convinto che quanto sopra valga anche per un uomo "pubblico", titolare di un mandato elettorale o di interessi che non sono solo suoi. Se eleggo qualcuno PRETENDO che adempia al proprio mandato con serietà, professionalità ed onestà. Terminato l' orario di lavoro, quello che fa con i propri soldi, purchè guadagnati onestamente e su cui paga le tasse, nella misura in cui non violi la legge, sono affari suoi.

Rimango convinto che un uomo "pubblico" abbia comunque un profilo di ricattabilità che ha il suo peso. Il problema però non è una condotta criticabile sotto il profilo della morale sessuale, ma sono (in generale) i comportamenti ambigui verso la propria famiglia, o verso comunque chi fa affidamento su un suo modo di essere diverso da quello che è.

Rimango del pari convinto che le "diversità" di genere e di orientamento sessuale sono fenomeni complessi. E' irrispettoso liquidare l' argomento con battute o luoghi comuni. Siamo di fronte a persone, non ad "attrezzi" ginnici, con una loro umanità (spesso profonda), e queste considerazioni devono valere sia per clienti e potenziali clienti di prostitute (con dotazione anteriore o meno) sia per chi, tirandosi fuori, si sciacqua la bocca con banalità e luoghi comuni.

Sono soprattutto fortemente convinto che tutta l' attenzione mediatica dedicata negli ultimi tempi all' argomento è assai deleteria, finisce (forse volutamente) per distogliere l' attenzione da temi e notizie di ben altro profilo.  


Concepito da feamede Ora: 21:16 commenti (2)
Category: politica, morale
mercoledì, 28 ottobre 2009

Tango
La notizia è uscita ormai da alcuni giorni. Il Comitato Intergovernativo dei Patrimoni Intangibili dell' Unesco ha dichiarato il tango patrimonio culturale dell' umanità.
 
L' Argentina è terra di incontro, di fusione di razze e culture diverse. E' terra di contrasti e contraddizioni. E' terra di italiani, di tanti Italiani che un giorno hanno deciso di tagliare col passato e cambiare la propria vita, il proprio futuro.
Buenos Aires è la città del tango, è la città dove le scuole di ballo sono più diffuse delle palestre, dove il ballo è innanzitutto una cultura, un modo di vedere la vita ed i rapporti tra le persone.
Il tango è ritmo, sensualità, movimenti sinuosi, corteggiamento ed amplesso musicale.
Il tango è vita.  




Concepito da feamede Ora: 19:58 commenti
Category: musica, emozioni
lunedì, 12 ottobre 2009

Colpo di StatoDopo aver scritto varie volte di fantascienza "passata", parlo ben volentieri di fantapolitica "passata". L' anno è il 1969, il mondo in pieno fermento contestatario e pseudo-rivoluzionario. Luciano Salce sforna un film bizzarro, su uno scenario allora di forte attualità: il sorpasso elettorale del PCI ai danni della DC.
Il film (dal titolo Colpo di Stato) è ambientato nell' immediato futuro, il 1972, anno in cui effettivamente si terranno le elezioni politiche. Il conteggio dei consensi viene affidato ad un infallibile "cervello elettronico" americano e, bizzarria della sorte, le elezioni vengono vinte dal partito comunista. Ne deriva sconcerto, incertezza, spettri di guerre nucleari, fughe di ricchi all' estero. Solo che avviene qualcosa di inaspettato: il PCI, d' accordo con Mosca (allora URSS), rifiuta il potere ed il risultato elettorale, parlando di manovra destabilizzatrice delle destre per scatenare un conflitto mondiale.
17943[1]L' efficacia del "cervello elettronico" viene sconfessata ed il suo creatore chiuso in manicomio. Tutto rimane come prima e la sinistra rinuncia a governare... con un piccolo scrupolo di coscienza... i milioni di elettori che hanno votato per il cambiamento e che sono stati traditi..., ma in definitiva si era tutelata la pace (questa la giustificazione che si danno i dirigenti del PCI nel film).
Questo scenario di fantapolitica rimase tale, nel 1972 si tennero le elezioni e DC ed alleati confermarono la propria maggioranza, ribadendo l' "ingessatura" della situazione politica italiana.
In realtà, nella prima repubblica, ci fu un solo sorpasso, ma molto più tardi, nel 1984 col le elezioni europee, ma, ovviamente, anche il quel caso, non cambio' proprio niente nel nostro paese.
Nel breve filmato la scena del film in cui il governo offre le leve del potere (sulla base del risultato delle urne) ai dirigenti del PCI e questi rifiutano sdegnosamente.


Concepito da feamede Ora: 20:03 commenti
giovedì, 03 settembre 2009

Umberto GuidoniSto seguendo con interesse le 20 puntate che il secondo canale radiofonico della Rai sta dedicando, in podcast, all' epopea delle esplorazioni lunari, in occasione del quarantesimo anniversario dello storico primo sbarco del 1969.
Il programma è condotto e curato da Umberto Guidoni, astronauta italiano nella missione shuttle.
Le sensazioni che suscita il racconto sono molteplici. Quello che più mi colpisce è l' approccio assai pionieristico che ebbe il progetto Apollo, con ampissimi margini di rischio e di incertezza... con quella possibilità di non ritorno che era fortemente presente in tutte le missioni e che ne esaltava la dimensione epica ed avventurosa.
Viene spontaneo pensare a tali imprese come molto simili alle esplorazioni oceaniche del XV e XVI secolo, più che a missioni ipertecnologiche.
LEMLa Nasa stimava la possibilità di "non ritorno" dell' equipaggio dell' Apollo 11 pari al 50% (margine di rischio impensabile per qualunque missione spaziale attuale). Il presidente Nixon aveva predisposto, già prima del lancio, un messaggio in caso di "perdita" degli astronauti, ed era stato fatto leggere anche ai tre dell' equipaggio prima della partenza! Ed in effetti quel rischio divenne molto concreto quando, dovendo decollare dalla luna, si ruppe la leva dell' interruttore di emergenza del motore del LEM... e solo l' inventiva di Buzz Aldrin, che riuscì a sostituirlo con una penna biro (che l' ex astronauta conserva ancora gelosamente), consentì ai primi due esploratori lunari di tornare sulla terra.
Pare superfluo parlare poi dell' Apollo 13... esplosione a bordo, macato allunaggio, rientro a terra sul LEM usato come scialuppa di salvataggio: un veicolo studiato solo per allunare e non per la navigazione interplanetaria. Nella fase critica della missione la possibilità di ritorno a terra dell' equipaggio era stimata nel 10%!
Era indiscutibilmente prevalente il fattore umano rispetto a quello strettamente tecnologico, la capacità di affrontare e risolvere (anche emotivamente) situazioni non preventivate, quella creatività di cui anche il mondo di questo secolo appena iniziato avrebbe quanto mai bisogno.



Concepito da feamede Ora: 13:58 commenti (1)
lunedì, 31 agosto 2009

Da Wikipedia
"Il 12 novembre 1989, tre giorni dopo la caduta del muro di Berlino, Achille Occhetto annunciò "grandi cambiamenti" a Bologna in una riunione di ex partigiani e militanti comunisti della sezione Bolognina. Fu questa la cosiddetta "Svolta della Bolognina" nella quale il leader del Partito propose, prendendo da solo la decisione, di aprire un nuovo corso politico che preludeva al superamento del PCI e alla nascita di un nuovo partito della sinistra italiana."
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Di fronte alla più grave crisi strutturale che il capitalismo abbia mai vissuto nella propria storia, la maggiore responsabilità che si puo' imputare alla sinistra è non avere avuto la capacità, in vent' anni, di elbaborare un progetto socio economico alternativo a quello liberale.


Concepito da feamede Ora: 20:43 commenti
Category: comunismo, economia
martedì, 25 agosto 2009
Title: ABITUDINI

Dà una sensazione strana lavorare di agosto. Prevale un triste senso di impotenza. Vorresti fare, produrre, ma gli uffici sono semi deserti, colleghi assenti, aziende chiuse, problemi che devono rimanere li' a decantare in attesa che il mondo torni alla normalità.
Già... la normalità! Il mondo è cambiato ormai da tempo. Lo so che rischio di peccare di dietrologia, ma la nostra generazione è la prima che ormai vive la "vacanza" come un elemento indispensabile ed irrinunciabile: crisi economica, ricchezza collettiva in contrazione, domanda interna in picchiata, incertezza nel futuro, ma la "vacanza" non si tocca.
Eppure la nostra generazione e, al massimo, quella dei nostri genitori, è stata la prima a conoscere il concetto di vacanza come fenomeno di massa, ma è un qualcosa che non va letto da solo.
In sostanza, negli ultimi decenni, si è andato accettando socialmente un peggioramento della qualità della vita, a fronte di alcune "valvole" di sfogo che si ritiene abbiano la capacità di redimere una triste e faticosa quotidianità.
Puo' essere la vacanza, il Rolex, la tv satellitare, il cellulare ultra evoluto, il SUV... e cosi' via. Elementi simbolici in grado di riscattare tutto il resto.
Non so, rimango convinto che la qualità della vita dei nostri genitori e forse anche dei nostri nonni fosse migliore, tarata su ritmi meno accellerati, riguardosa di momenti di socialità e incontro che abbiamo perso. Dieta più sobria, guardaroba meno ricco, niente auto, molta bicicletta e mezzi pubblici, meno TV e più lettura, più dialogo con amici e parenti, più gioco coi figli. Maggiore povertà? Forse..., ma non è questo lo scenario che ci riguarda quest' anno?
E torno a chiamare telefoni che non rispondono, colleghi che nn ricevono le mie mail (perchè non ci sono), problemi che rimangono a decantare in attesa che il mondo torni alla normalità... traffico[1]

E infine c'è da smaltire quella mega fila sull' autostrada... grande strumento di egalitarismo e giustizia sociale... dove i SUV sono drammaticamente incolonnati come le Panda! Spero che il lungo tempo passato in attesa faccia meditare qualcuno...



Concepito da feamede Ora: 20:10 commenti
martedì, 18 agosto 2009

E' tornata al grande mare... Da oggi siamo tutti più soli, più poveri dentro.


Concepito da feamede Ora: 19:35 commenti
Category: emozioni
sabato, 15 agosto 2009

Così Dolce...Ho già scritto del regista Umberto Lenzi, nel post che dedicai qualche mese fa al film sul fumetto Kriminal del 1966.
In questi giorni di... quiete dopo la tempesta (traslocata la famiglia a Treviso e preso qualche giorno di ferie) ho rivisto la sua famosa trilogia con Carrol Baker del 1969. Sono thriller ambientati nell' alta società con colpi di scena a non finire, amanti diabolici, donne e uomini privi di scrupoli, vivi che in realtà sono morti e morti che in realtà sono ancora vivi...
Sono pellicole ben girate dal mio conterraneo di Massa Marittima, con attori e attrici di discrete capacità. Qualcuno potrebbe vederci la preistoria di qualche soap opera di successo, ma dal punto di vista qualitativo non c'è confronto.
CarrolGià i titoli sono uno sforzo di originalità... "Così dolce... così perversa", "Paranoia" e... "Orgasmo". Quest' ultimo titolo non deve trarre in inganno, non si parla di orgasmo dal punto vista erotico (si'... qualche nudo c'è, ma sono cose di grandissima innocenza), ma dal punto di vista emotivo (nel senso di tensione). Il film avrebbe dovuto, originariamente, chiamarsi "I Perversi". Il produttore però lesse che si stava preparando un film (questo sì... erotico) col titolo di "Orgasmo" e brucio' la concorrenza sul tempo, convinto che avrebbe attirato spettatori. Il film usci' a febbraio e fu un successo, ma, subito dopo, nel periodo pasquale, in un Italia ben più puritana di adesso, per quel suo titolo, fu tolto dalla circolazione..., anche se poi non aveva sostanzialmente niente di particolarmente osceno. Umberto Lenzi ricorda che quel titolo fu in realtà la "rovina commerciale" del film.
ErikaDei tre quello che preferisco è "Così dolce ... così perversa", con un Jean-Louis Trintignant che muore e poi ricompare, con trame torbide tra Carrol Baker e Erika Blanc (nelle due foto), che ammiccano (cosa abbastanza scandalosa per i tempi) ad un amore omosessuale.
Lenzi non ne parla, sornione dietro i suoi occhialoni, ma, conoscendolo, e apprezzando la sua vena profondamente anarchica, c'è anche un minimo di denuncia sociale. I protagonisti (negativi) sono in  genere ricconi e parassiti, bruciati dalla propria ambizione, dai propri desideri, dalla propria mancanza di... problemi veri e seri, che adesso come allora, la maggioranza degli italiani, invece, ha.


Concepito da feamede Ora: 12:17 commenti
Category: cinema, film, emozioni